La manifestazione del 26 ottobre per la Terra dei Fuochi impallidisce dinanzi a questa. 50.000 persone affluiscono con ogni mezzo dalle 14 in poi a Piazza Garibaldi, si muovono in corteo e, lungo la strada, raccolgono altre 20.000 persone per dirigersi a Piazza Plebiscito, dove si stima che arrivino oltre 70.000 persone. Nonostante la pioggia insistente, la partecipazione della gente comune, pervenuta non solo dalla Campania ma anche da altre città italiane, è immensa.
Mentre alle 16 e 30 la testa del corteo intravede il traguardo, la coda è ancora in partenza dalla Ferrovia. Quando alle 17 e 30 sul palco cominciano ad alternarsi gli oratori, il Corso Umberto è ancora affollato da gente in marcia.
Sul palco si succedono numerosi interventi, tra cui risaltano Padre Alex Zanotelli e Don Maurizio Patriciello.
La manifestazione ha avuto una lunga e appassionata gestazione, che ha attirato l’attenzione del mondo politico, a cui non si è sottratto il Sindaco de Magistris. Il suo annuncio di partecipare al corteo con un gonfalone del Comune di Napoli viene criticato da più parti come un tentativo di acquisire meriti, e ne consegue la rinuncia di qualcuno a sfilare, mentre molti altri condividano l’iniziativa.
Alla fine, de Magistris decide di partecipare in una veste per lui inconsueta, defilandosi alla fine del corteo, quasi invisibile sotto un ombrello, ed evitando così le prevedibili contestazioni di piazza.
Alla manifestazione ha dato piena adesione Cittadinanza Attiva in difesa di Napoli, sfilando in corteo con un significativo nucleo di soci e simpatizzanti e con un proprio striscione.

Lo striscione di Cittadinanza in corteo