Dopo cinque lunghi anni di attesa, finalmente ha riaperto la Discesa Coroglio su entrambi i sensi di marcia.
Stucchevoli diatribe tra il Comune e i proprietari del costone di montagna hanno impedito la riapertura della strada. In questi ultimi mesi, è stata infaticabile l’attività di Cittadinanza Attiva in difesa di Napoli che si è prodigata con le nostre socie Dede Gobbo e Lidia Monda. Ma decisivo è stato l’Assessore Mario Calabrese per eliminare gli ultimi ostacoli.
La nostra Lidia così ci descrive l’evento:
Discesa Coroglio torna nuovamente percorribile e in entrambe le corsie di marcia. La riapertura della strada, dopo circa dieci anni di travagliata gestazione, vede finalmente la luce in un tiepido pomeriggio invernale. Intorno al cantiere si affollano operai, assistenti, addetti stampa e semplici cittadini e poi c’è il regista, l’assessore Mario Calabrese, intestardito e vincente sulla nuova apertura. Al taglio del nastro corrisponde infatti la restituzione ai napoletani di un importante arteria di collegamento tra Posillipo e Bagnoli.
Discesa Coroglio in questi tre giorni è stata tirata a lucido. Fresatura, binder di sottofondo e tappeto di asfalto: il ripristino del manto stradale è stato fatto con attenzione. Ma non basta, una segnaletica orizzontale e un nuovo muretto che arriva quasi del tutto a sostituire il vecchio, e la scomparsa anche il del tanto contestato semaforo, di cui oggi, per fortuna, non c’è più bisogno. Resta solo da sistemare il belvedere sul tratto alto della strada, che è fatiscente, pieno di stracci e misere vettovaglie ma , sottolinea l’Assessore Calabrese, si è preferito aprire con qualche ora di anticipo piuttosto che ritardare l’apertura in attesa dell’intervento dell’Asia. E ci sta tutta.
Mario Calabrese, assessore ai lavori Pubblici, appare giustamente soddisfatto dell’ottenimento di un risultato ottenuto per step progressivi. “In un primo momento è intervenuta la soc. Dolomiti Rocce, alla quale si è chiesto di verificare non solo gli ultimi interventi effettuati, ma anche quelli fatti in precedenza. Solo alla termine di questa approfondita ispezione è stato attestato il buono stato di conservazione ed efficacia di tutte le opere di contenimento. Dalla certificazione, rilasciata dalla ditta solo il 2 dicembre, l’attenzione è stata poi rivolta al riassetto del manto stradale che è stato oggetto dei lavori effettuati in questi ultimi tre giorni”.
I napoletani quindi possono stare tranquilli. Si sono adottate, prosegue Calabrese, tutte le misure necessarie per aprire la strada, nonostante le numerose difficoltà che il sito presenta per la sua specifica conformazione geologica, che ha dato problemi da sempre. “Tempo fa – sottolinea l’assessore- ho avuto modo di visionare una tavola del Conte di Noia, risalente al ‘700, in cui il Promontorio di Coroglio è definito “Monte Ricotta”, per via delle frane di materiali sciolti e distacchi di massi, che storicamente hanno interessato il sito, e che hanno giustificato le verifiche approfondite da parte della Dolomiti Rocce”.
E non sono stati solo questi i problemi. Alla complessità orografica, infatti si è aggiunto il fatto che il costone è in parte pubblico e in parte privato e il Comune ha anche anticipato le spese relative ai costi di intervento al fine di sbloccare la situazione.
Certo, Coroglio, per essere bella è bella, nel suo vestito nuovo.
Così rimessa a nuovo, è un piacere da guardare ma soprattutto da percorrere, soprattutto quando è l’emblema dello sforzo e dell’impegno dell’amministrazione e dei cittadini, per una volta d’accordo, e quasi quasi l’obiettivo più difficile sembra essere stato, finalmente, raggiunto.